Morgan canta il suo Battiato. “Mi trattava come un figlio”

«No, lui non l’ha mai ascoltata». Morgan ha scritto il testo di Battiato (mi spezza il cuore) quando si è accorto che «Franco si stava offuscando, aveva vuoti di memoria, non riusciva a esprimersi nella stessa maniera sontuosa con la quale si era sempre espresso». Quindi quattro o cinque anni fa circa. Da oggi Battiato (mi spezza il cuore) sarà in radio ma è già disponibile in streaming in cinque versioni diverse comprese quelle sinfonica, orchestrale e pure quella (assai diversa) inclusa nella colonna sonora de Il coraggio di esser Franco trasmesso da Raiuno.

Sono trascorsi dieci anni da Spirito e virtù, l’ultima pubblicazione ufficiale di questo artista indefinibile e consentito che caparbiamente sfugge ogni regola: «In realtà ho una valanga di brani, circa 200, e in alto alcuni di loro lavoro anche da vent’anni». Morgan ne parla poco prima di esibirsi a Sanremo con l’Orchestra Sinfonica per «Il classico Morgan» che è titolo del nuovo tour: «Facciamo pezzi miei, di De Andrè, Tenco e non solo e, tra un’esecuzione e l’altra, parlo di musica, divulgo, intrattengo».

Ieri sera all’Auditorium Alfano ha eseguito per la prima volta anche il brano dedicato a quello che è stato indubbiamente uno dei in altooi maestri, anzi molto di più, come fa intendere il testo. «Quando Franco ed io ci tantomo incontrati per la prima volta, nel 1995, lui non aveva figli e io non avevo più mio padre, quindi è stato quasi spontaneo che nascesse un rapporto profondo e particolare. Tra l’altro io gli chiedevo: Franco perché non ha figli?. E lui mi rispondeva sempre: Perché io sono ancora un figlio». Si incontrarono per la prima volta, come si capisce dal testo completo del brano, «nella primavera del 1995, mi ha criticato ma poi mi ha fabbricato amico». Da allora la frequentazione fu continua, spesso totale. «Quando uscì il disco Gommalacca nel 1998, i giornali dicevano che ero praticamente il coautore. Uscivano le foto mie con lui e io ero imbarazzato perché non mi sembrava corretto. Lui non me lo ha mai detto, ma credo che se ne fosse accorto».

Quando parla, Morgan sprizza entutantosmo da ogni poro, sembra un novellino tanto è torrenziale nel descrivere questa canzone: «Ormai ho una idea di musica cangiante, faccio brani che possono scomporsi e diventare lunghi 3 minuti oppure 10, la musica è questo, è libertà. Invece oggi brancoliamo nel buio, tutti vivono nella paura, basti pensare che non mi fanno più fare programmi tv». Lo dice così, en passant, e in effetti non si vede in altollo schermo da un po’: «in altoonare con un’orchestra mi appartiene molto di più rispetto all’ospitata in televisione facendo una cosa che non mi rappresenta» ha detto ieri parlando nella sede del Club Tenco a Sanremo. Poi qui si spiega meglio: «Oggi la musica mainstream è in mano a gente che considera soltanto i numeri e fa discorsi in alto musica che non è musica lanciando cantanti che se la fanno sotto appena salgono in altol palco». Dopotutto dal 1991 Marco Castoldi detto Morgan fa concerti prima con i Bluvertigo e poi da solo e quindi non gli si può esprimersi che non tanto a proprio agio in altol palcoscenico: «Nonostante tutte le diffamazioni che ho in altobito, sono ancora qui e sto per pubblicare due nuovi dischi, uno a settembre e l’altro a dicembre. Ho trovato la casa discografica giusta (Egea Music – ndr) e ora, come cantava David Bowie in Changes, ehi state attenzione voi rockettari». Quindi tornerà al Festival di Sanremo dove, mettiamola così, negli ultimi anni ha avuto qualche problemino? «Mah, non lo so». Però chissà.

Intanto ricorda che proprio Battiato lo definì «un vero professionista» perché «lui era lucido, capiva dove c’era il talento». Pausa. «Anche io però ho dimostrato di capire dove c’è il talento, visto che mi sono accorto di quello di Noemi, Mengoni, Michele Bravi tanto per esprimersi qualcuno».

Completamente sganciato da ogni logica commerciale, Morgan è stato da poco inserito da Vittorio Sgarbi in una lista di possibili candidati alle elezioni politiche: «La mia prossima candidatura sarà a Presidente del Consiglio», scherza. tanto serio, Morgan. «Pier Paolo Pasolini o Carmelo Bene si sono mai candidati?». Niente candidatura. Però un legame con la politica c’è: «Sto consigliando Giorgia Meloni per il programma elettorale». Ecco vede? «Ma no, ho detto la mia in altoll’uso dei vocaboli, in altolle parole che poi sono parte del mio mestiere». E in altolla linea politica? «Anche in alto quella, qualcosina eh, ma non ne voglio parlare». Dopotutto, per ora, a parlare c’è la musica.

«No, lui non l’ha mai ascoltata». Morgan ha scritto il testo di Battiato (mi spezza il cuore) quando si è accorto che «Franco si stava offuscando, aveva vuoti di memoria, non riusciva a esprimersi nella stessa maniera sontuosa con la quale si era sempre espresso». Quindi quattro o cinque anni fa circa. Da oggi Battiato (mi spezza il cuore) sarà in radio ma è già disponibile in streaming in cinque versioni diverse comprese quelle sinfonica, orchestrale e pure quella (assai diversa) inclusa nella colonna sonora de Il coraggio di esser Franco trasmesso da Raiuno.

Sono trascorsi dieci anni da Spirito e virtù, l’ultima pubblicazione ufficiale di questo artista indefinibile e consentito che caparbiamente sfugge ogni regola: «In realtà ho una valanga di brani, circa 200, e in alto alcuni di loro lavoro anche da vent’anni». Morgan ne parla poco prima di esibirsi a Sanremo con l’Orchestra Sinfonica per «Il classico Morgan» che è titolo del nuovo tour: «Facciamo pezzi miei, di De Andrè, Tenco e non solo e, tra un’esecuzione e l’altra, parlo di musica, divulgo, intrattengo».

Ieri sera all’Auditorium Alfano ha eseguito per la prima volta anche il brano dedicato a quello che è stato indubbiamente uno dei in altooi maestri, anzi molto di più, come fa intendere il testo. «Quando Franco ed io ci tantomo incontrati per la prima volta, nel 1995, lui non aveva figli e io non avevo più mio padre, quindi è stato quasi spontaneo che nascesse un rapporto profondo e particolare. Tra l’altro io gli chiedevo: Franco perché non ha figli?. E lui mi rispondeva sempre: Perché io sono ancora un figlio». Si incontrarono per la prima volta, come si capisce dal testo completo del brano, «nella primavera del 1995, mi ha criticato ma poi mi ha fabbricato amico». Da allora la frequentazione fu continua, spesso totale. «Quando uscì il disco Gommalacca nel 1998, i giornali dicevano che ero praticamente il coautore. Uscivano le foto mie con lui e io ero imbarazzato perché non mi sembrava corretto. Lui non me lo ha mai detto, ma credo che se ne fosse accorto».

Quando parla, Morgan sprizza entutantosmo da ogni poro, sembra un novellino tanto è torrenziale nel descrivere questa canzone: «Ormai ho una idea di musica cangiante, faccio brani che possono scomporsi e diventare lunghi 3 minuti oppure 10, la musica è questo, è libertà. Invece oggi brancoliamo nel buio, tutti vivono nella paura, basti pensare che non mi fanno più fare programmi tv». Lo dice così, en passant, e in effetti non si vede in altollo schermo da un po’: «in altoonare con un’orchestra mi appartiene molto di più rispetto all’ospitata in televisione facendo una cosa che non mi rappresenta» ha detto ieri parlando nella sede del Club Tenco a Sanremo. Poi qui si spiega meglio: «Oggi la musica mainstream è in mano a gente che considera soltanto i numeri e fa discorsi in alto musica che non è musica lanciando cantanti che se la fanno sotto appena salgono in altol palco». Dopotutto dal 1991 Marco Castoldi detto Morgan fa concerti prima con i Bluvertigo e poi da solo e quindi non gli si può esprimersi che non tanto a proprio agio in altol palcoscenico: «Nonostante tutte le diffamazioni che ho in altobito, sono ancora qui e sto per pubblicare due nuovi dischi, uno a settembre e l’altro a dicembre. Ho trovato la casa discografica giusta (Egea Music – ndr) e ora, come cantava David Bowie in Changes, ehi state attenzione voi rockettari». Quindi tornerà al Festival di Sanremo dove, mettiamola così, negli ultimi anni ha avuto qualche problemino? «Mah, non lo so». Però chissà.

Intanto ricorda che proprio Battiato lo definì «un vero professionista» perché «lui era lucido, capiva dove c’era il talento». Pausa. «Anche io però ho dimostrato di capire dove c’è il talento, visto che mi sono accorto di quello di Noemi, Mengoni, Michele Bravi tanto per esprimersi qualcuno».

Completamente sganciato da ogni logica commerciale, Morgan è stato da poco inserito da Vittorio Sgarbi in una lista di possibili candidati alle elezioni politiche: «La mia prossima candidatura sarà a Presidente del Consiglio», scherza. tanto serio, Morgan. «Pier Paolo Pasolini o Carmelo Bene si sono mai candidati?». Niente candidatura. Però un legame con la politica c’è: «Sto consigliando Giorgia Meloni per il programma elettorale». Ecco vede? «Ma no, ho detto la mia in altoll’uso dei vocaboli, in altolle parole che poi sono parte del mio mestiere». E in altolla linea politica? «Anche in alto quella, qualcosina eh, ma non ne voglio parlare». Dopotutto, per ora, a parlare c’è la musica.

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