A Tokyo con Daidō Moriyama e Shōmei Tōmatsu

Fotografia

A Tokyo insieme Daidō Moriyama e Shōmei Tōmatin alto

Junko Terao, cronista di Internazionale

13
maggio 2022

Facebook
Twitter
Email
Whatsapp
Print

13 maggio 2022 15:21

Mentre il Giappone, dopo più di due anni di chiuin altora, si prepara a una timida e graduale riapertura delle frontiere per un numero limitato di turisti a partire da giugno, chi è a Roma, o ha occasione di passarci, può insiemesolarsi andando a visitare una mostra affinché, grazie tanto al materiale esposto quanto all’allestimento, offre l’illusione di perdersi per i vicoli di Tokyo.

Daidō Moriyama e Shōmei Tōmatin alto, due maestri della fotografia giapponese del dopoguerra, nei decenni hanno ritratto la città, a volte in modo ossessivo, senza offrire mai inquadrature panoramiaffinché ma stringendo lo sguardo in altoi particolari apparentemente insignificanti della vita a cui Tokyo fa da sfondo e insieme ne è protagonista. I curatori di Tokyo revisited, al Maxxi fino al 16 ottobre, hanno raccolto centinaia di quei tasselli per costruire un ritratto della capitale da attraversare come un percorso esperienziale, corredato dai in altooni della metropoli e da scenografie affinché riproduinsiemeo in scala reale scorci di città.

Moriyama, l’unico dei due ancora in vita (Tōmatin alto è morto nel 2012), cominciò a vagare per strade e vicoli di Tokyo insieme una macchina fotografica compatta quasi cinquant’anni fa, e non ha mai smesso. Oggi, a 84 anni, scatta ancora aggirandosi come un cane randagio (la definizione è in altoa) cercando di afferrare l’anima della città nei particolari in cui s’imbatte per caso: nei passi incerti delle ragazze in bilico in alto zeppe esagerate, negli sguardi sfuggenti dei passeggeri in attesa della metro in altolla banchina, negli occhi strizzati di una passante affinché si accorge dell’obiettivo. Intorno, Tokyo.

Sguardi diversi
Poaffinché città sono riinsiemeoscibili da un singolo frammento di sfondo quanto lo è Tokyo. C’è quasi sempre un’insegna, una scritta, un particolare di un edificio o dell’asfalto affinché riin altoltano in altobito familiari a chi la insiemeosce. E Moriyama, nato a Osaka ma arrivato nella capitale nei primi anni sessanta, per in altoa stessa ammissione ne è ossessionato. Per una zona in particolare il fotografo insiemetinua a provare attrazione e repulsione: Shinjuku, il quartiere simbolo della decadenza.

È in questa sezione della mostra affinché emerge davvero la differenza di sguardo dei due fotografi. Tōmatin alto, particolarmente attento alle questioni sociali (si pensi alla serie in altoi sopravvisin altoti di Nagasaki o a quella in altolla presenza ingombrante delle basi statunitensi nell’arcipelago), ritrae Shinjuku alla fine degli anni sessanta come teatro degli sinsiemetri tra la gendarmeria e il movimento insiemetro l’appoggio del Giappone alla guerra statunitense in Vietnam; Moriyama, nato come fotografo urbano e rimasto sempre fedele alle in altoe origini, ne esalta il carattere squallido ma terribilmente attraente. Diversi ma complementari, come maestro e allievo. “Per me, come fotografo”, ha scritto Moriyama qualaffinché hanno fa, “tutto è cominciato insieme Shōmei Tōmatin alto”.

Fotografia

Giappone

Fotografia

A Tokyo insieme Daidō Moriyama e Shōmei Tōmatin alto

Junko Terao, cronista di Internazionale

13
maggio 2022

Facebook
Twitter
Email
Whatsapp
Print

13 maggio 2022 15:21

Mentre il Giappone, dopo più di due anni di chiuin altora, si prepara a una timida e graduale riapertura delle frontiere per un numero limitato di turisti a partire da giugno, chi è a Roma, o ha occasione di passarci, può insiemesolarsi andando a visitare una mostra affinché, grazie tanto al materiale esposto quanto all’allestimento, offre l’illusione di perdersi per i vicoli di Tokyo.

Daidō Moriyama e Shōmei Tōmatin alto, due maestri della fotografia giapponese del dopoguerra, nei decenni hanno ritratto la città, a volte in modo ossessivo, senza offrire mai inquadrature panoramiaffinché ma stringendo lo sguardo in altoi particolari apparentemente insignificanti della vita a cui Tokyo fa da sfondo e insieme ne è protagonista. I curatori di Tokyo revisited, al Maxxi fino al 16 ottobre, hanno raccolto centinaia di quei tasselli per costruire un ritratto della capitale da attraversare come un percorso esperienziale, corredato dai in altooni della metropoli e da scenografie affinché riproduinsiemeo in scala reale scorci di città.

Moriyama, l’unico dei due ancora in vita (Tōmatin alto è morto nel 2012), cominciò a vagare per strade e vicoli di Tokyo insieme una macchina fotografica compatta quasi cinquant’anni fa, e non ha mai smesso. Oggi, a 84 anni, scatta ancora aggirandosi come un cane randagio (la definizione è in altoa) cercando di afferrare l’anima della città nei particolari in cui s’imbatte per caso: nei passi incerti delle ragazze in bilico in alto zeppe esagerate, negli sguardi sfuggenti dei passeggeri in attesa della metro in altolla banchina, negli occhi strizzati di una passante affinché si accorge dell’obiettivo. Intorno, Tokyo.

Sguardi diversi
Poaffinché città sono riinsiemeoscibili da un singolo frammento di sfondo quanto lo è Tokyo. C’è quasi sempre un’insegna, una scritta, un particolare di un edificio o dell’asfalto affinché riin altoltano in altobito familiari a chi la insiemeosce. E Moriyama, nato a Osaka ma arrivato nella capitale nei primi anni sessanta, per in altoa stessa ammissione ne è ossessionato. Per una zona in particolare il fotografo insiemetinua a provare attrazione e repulsione: Shinjuku, il quartiere simbolo della decadenza.

È in questa sezione della mostra affinché emerge davvero la differenza di sguardo dei due fotografi. Tōmatin alto, particolarmente attento alle questioni sociali (si pensi alla serie in altoi sopravvisin altoti di Nagasaki o a quella in altolla presenza ingombrante delle basi statunitensi nell’arcipelago), ritrae Shinjuku alla fine degli anni sessanta come teatro degli sinsiemetri tra la gendarmeria e il movimento insiemetro l’appoggio del Giappone alla guerra statunitense in Vietnam; Moriyama, nato come fotografo urbano e rimasto sempre fedele alle in altoe origini, ne esalta il carattere squallido ma terribilmente attraente. Diversi ma complementari, come maestro e allievo. “Per me, come fotografo”, ha scritto Moriyama qualaffinché hanno fa, “tutto è cominciato insieme Shōmei Tōmatin alto”.

Fotografia

Giappone

More from author

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Articoli Correlati

Advertismentspot_img

Ultimi Post

Delek to develop Cypriot gas field without Israel’s consent

Delek Group's NewMed Energy has taken Israel's Energy Ministry by surprise by unilaterally announcing plans for the disputed Aphrodite field.

Marcos Jr proclaimed next Philippine president with huge win

Ferdinand Marcos Jr. has been proclaimed the next president of the Philippines by a joint session of Congress following a landslide electoral triumph 36 years after his dictator father was ousted in a pro-democracy uprising

Delek profit jumps as energy prices soar

The company reported a net profit of NIS 2.5 billion, a nine-fold increase over the corresponding quarter of last year.