Tappa a Esch-sur-Alzett, Kaunas e Novi Sad in nome della cultura

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Tre luoghi uniti dall’appartenenza fisica, storica e identitaria all’Europa ma allo stesso tempo ognuno con specifiche caratteristiche. Sono Esch-sur-Alzette in Lussemburgo (con 18 comuni confinanti della Francia), Kaunas, vivace centro culturale della Lituania (già City of design nel 2015) e Novi Sad, hub culturale della Serbia che da domani 26 febbraio 2022 vita ufficilamente alle iniziativa legata al titolo che appartiene alla capitale europea della cultura. Visitarli nel 2022 è un’occasione per scoprire luoghi di un’Europa che ha saputo reinventarsi, grazie al file rouge della cultura.

FRONTALIERS DES VIES EN STEREO (c) Partner del progetto Esch2022 Les Frontaliers

A Esch-sur-Alzette, melting pot di culture

La musica, in ogni sua espressione e attraverso i generi più disparati, farà da sottofondo a “Remixa te stesso, Remixa la tua cultura”, il collante magnetico che per 12 mesi con 160 progetti, circa 2000 avvenimenti, 310 performance e 141 concerti, coinvolgendo amministrazioni e cittadini delle regioni limitrofe, porterà nel secondo centro più grande del Lussemburgo, giovani, artisti, turisti ma soprattutto appassionati curiosi di scoprire come questo angolo dell’ultimo Granducato del mondo si è rienventato in nome del sapere e alle diverse culture che ha saputo attrarre. Oggi, infatti, il nome di Esc è soprattutto legato all’essere centro universitario d’eccellenza e di ricerca scientifica, lasciandosi alle spalle il suo passato siderurgico abbadonato da tempo per approdare ad una conversione sostenibile. La Cité des Scienses, de la Recherche et de l’Innovation pullula di iniziative ma mantiene il suo legame con l’ufficio e le vecchie fabbriche a ridosso della periferia verso il confine con la Francia. Qui molte si sono trasformate in spazi espostivi e centri d’aggregazione culturale come il Kulturalfabrik, che ospita arti plastiche, cinema, teatro, video art, radunando artisti da ogni dove. Fino alla fine degli anni 70 a Esch arrivavano solo minatori dalla vicina Polonia, dall’Italia, dalla Francia, dal Portogallo, spesso con tutto il loro corredo di speranze e delusioni. L’eredità di quel passato, lontano solo pochi decenni, la si ritrova qui nel crogiuolo di lingue che risuonano ovunque, ma lo spirito è diverso perchè accomuna studenti, artisti e turisti che si muovono a piedi oppure in bicicletta, il mezzo migliore per scoprire la città. Il passato industriale resta, confinato fra le poche officine ancora attive, mentre la vecchia urbana ormai ha trasformato luoghi inquinati in parchi con architetture contemporanee. Come il moderno quartiere di Esch-Belval, cuore pulsante delle manifestazioni legate a Capitale Europea della Cultura. A partire dal 2001 è stato, oggetto di rilancio con una profonda rigenerazione urbana con i masterplan a firma diu da Jo Coen & Co, KCAP , Sir Norman Foster. All’immagine della Ville (ndr la capitale Lussemburgo) che si raggiunge in 40 minuti di treno, rigorosamente gratuito, e della sua Corte di Giustizia Europea da Dominique Perraul, fanno da controaltare gli altiforni ei resti industriali di Esch che testimoniano una storia passata che è il monumento di una città rifondata. In vista della capitale Europea, attorno al BelvalPlaza, alla facoltà di scienze ed al Rockhal, il più grande music-hall del Lussemburgo, sono sorti i nuovi edifici pensati ad hoc per le manifestazioni artistiche. Tra questi c’è l’Arche, polo culturale della vicina Micheville k progettato con dimensioni colossali da-architectures ed “ispirato alla Villa Malaparte”. Da non perdere forse il luogo più interessante di tutta la città il Minett Park, parco industriale, naturale e ferroviario a Fond-des-Gras, che con le sue miniere, la sua riserva di verde e il bellissimo ricovero-officina-museo dei vecchi treni è un mirabile esempio di recupero della storia e architettura industriale.

Kaunas

A Kaunas sulle tracce di una Lituania che vuole rinascere

“Dal temporaneo al contemporaneo” è questo il progetto chiave di Kaunas 2022 con l’obiettivo di trasformare questo centro in parte nostalgico e adagiato sul suo passato in un nuovo centro dinamico e rivolto al futuro. Sull’onda di Tlui Confusione” che affronta problemi irrisolti inerenti la memoria e il patrimonio collettivo, “La Confluenza” focalizzato sulla mancanza di cooperazione interdisciplinare e la fuga dei giovani dalla città e dal Paese, e “Il contratto” sul ritorno di una nuova consapevolezza collettiva, si punta ad un rilancio culturale e alla rinascita della città. Dai festival ai concerti, dall’esposizione ai workshop e alle mostre come quelle dedicate a Marina Abramovic, William Kentridge e Yoko Ono sono oltre mille gli eventi in calendario. Il turista che vi arriva non può non essere attratto dal suo patrimonio architettonico. Fondata nel trecento, è stata capitale temporanea della Lituania tra il 1919 e il 1940. Proprio durante questo periodo sono stati costruiti a Kaunas circa seimila edifici modernisti che ne hanno mutato completamente l’aspetto. Nel 2015 44 oggetti dell’architettura modernista di Kaunas tra le due guerre sono stati inclusi nell’elenco dei siti del patrimonio europeo. Poi nel 2017 Kaunas è stata nominata Città del Design dell’UNESCO. Il periodo tra le due guerre (1918-1940) è uno dei più significativi della storia dell’architettura lituana. Poi si formò l’architettura di alto livello artistico, con tratti distintivi regionali, che ha ispirato generazioni diverse di architetti fino ai giorni nostri. La densa concentrazione di edifici modernisti nella città è un fenomeno unico in tutta Europa, considerando che la maggior parte di questi edifici non sono stati distrutti durante la guerra e sono sopravvissuti fino ad oggi. Ma non c’è solo questo da vedere a Kaunas. Da non perdere il complesso barocco di Pažaislis, la street art, le fortezze fino alle spiagge sul lago, il paradiso dell’outdoor locale. Sempre tra gli eventi indizio di Capitale della Cultura Europea da non perdere l’esposizione internazionale sul modernismo che mette in mostra l’esito di 17 progetti d’arte contemporanea site specific realizzati nelle città moderniste di Brno, Tel Aviv, Leida, Leopoli e nella stessa Kaunas e il grande festival urbano chiamato Audra (eng. the Storm), organizzato da Lizdas che dal 29 giugno al 3 luglio con installazioni di arte contemporanea, mostre, eventi e performance dal vivo sparsi per gli spazi della città scuoteranno le strade della città .

Novi Sad

Tappa a Novi Sad, l’altra Serbia da scoprire

Con lo slogan “4 New Bridges” – simbolicamente con Freedom, Rainbow, Hope e Love- e l’idea di costruire nuovi ponti di cooperazione e scambio tra artisti e organizzatori identificati della città e dell’intera nella scena culturale europea, Novi Sad , giàe europea della Gioventù 2019, si avvia a un anno eccezionale: è la prima volta che una città serba riceve questo capitale sociale vivere ed è una delle poche città fuori dall’UE ad essere stata dichiarata tale. Nel vivace capoluogo della regione settentrionale della Vojvodina proprio attraverso l’identificazione dei 4 ponti i musei della Vojvodina, il Museo dell’arte contemporanea della Vojvodina, la Galerija Matica Sprska, il Museo della Città, e tanti nuovi luoghi faranno da scenario a oltre 1500 eventi culturali suddivisi in più programmi con focus su temi quali, migrazione, pace, cultura, potere della creatività femminile e futuro europeo coinvolgendo 4000 artisti serbi e internazionali provenienti da oltre 45 Paesi. Nell’elenco dei luoghi simbolo di Novi Sad da visitare durante un week end non può mancare la Fortezza di Petrovaradin, antica fortificazione cittadina, simbolo della città e sede del festival più famoso dei Balcani. E ancora chiese, sinagoga, centri di musica classica. Non lontano si può organizzare un trekking nel Parco nazionale della Fruška Gora, nella pianura pannonica, tra il Danubio e la Sava, luogo dall’ecosistema molto vario, ricco di foreste, un gran numero di specie di flora e fauna, al cui interno si si trovano anche siti archeologici e numerosissimi monasteri ortodossi.

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Tre luoghi uniti dall’appartenenza fisica, storica e identitaria all’Europa ma allo stesso tempo ognuno con specifiche caratteristiche. Sono Esch-sur-Alzette in Lussemburgo (con 18 comuni confinanti della Francia), Kaunas, vivace centro culturale della Lituania (già City of design nel 2015) e Novi Sad, hub culturale della Serbia che da domani 26 febbraio 2022 vita ufficilamente alle iniziativa legata al titolo che appartiene alla capitale europea della cultura. Visitarli nel 2022 è un’occasione per scoprire luoghi di un’Europa che ha saputo reinventarsi, grazie al file rouge della cultura.

FRONTALIERS DES VIES EN STEREO (c) Partner del progetto Esch2022 Les Frontaliers

A Esch-sur-Alzette, melting pot di culture

La musica, in ogni sua espressione e attraverso i generi più disparati, farà da sottofondo a “Remixa te stesso, Remixa la tua cultura”, il collante magnetico che per 12 mesi con 160 progetti, circa 2000 avvenimenti, 310 performance e 141 concerti, coinvolgendo amministrazioni e cittadini delle regioni limitrofe, porterà nel secondo centro più grande del Lussemburgo, giovani, artisti, turisti ma soprattutto appassionati curiosi di scoprire come questo angolo dell’ultimo Granducato del mondo si è rienventato in nome del sapere e alle diverse culture che ha saputo attrarre. Oggi, infatti, il nome di Esc è soprattutto legato all’essere centro universitario d’eccellenza e di ricerca scientifica, lasciandosi alle spalle il suo passato siderurgico abbadonato da tempo per approdare ad una conversione sostenibile. La Cité des Scienses, de la Recherche et de l’Innovation pullula di iniziative ma mantiene il suo legame con l’ufficio e le vecchie fabbriche a ridosso della periferia verso il confine con la Francia. Qui molte si sono trasformate in spazi espostivi e centri d’aggregazione culturale come il Kulturalfabrik, che ospita arti plastiche, cinema, teatro, video art, radunando artisti da ogni dove. Fino alla fine degli anni 70 a Esch arrivavano solo minatori dalla vicina Polonia, dall’Italia, dalla Francia, dal Portogallo, spesso con tutto il loro corredo di speranze e delusioni. L’eredità di quel passato, lontano solo pochi decenni, la si ritrova qui nel crogiuolo di lingue che risuonano ovunque, ma lo spirito è diverso perchè accomuna studenti, artisti e turisti che si muovono a piedi oppure in bicicletta, il mezzo migliore per scoprire la città. Il passato industriale resta, confinato fra le poche officine ancora attive, mentre la vecchia urbana ormai ha trasformato luoghi inquinati in parchi con architetture contemporanee. Come il moderno quartiere di Esch-Belval, cuore pulsante delle manifestazioni legate a Capitale Europea della Cultura. A partire dal 2001 è stato, oggetto di rilancio con una profonda rigenerazione urbana con i masterplan a firma diu da Jo Coen & Co, KCAP , Sir Norman Foster. All’immagine della Ville (ndr la capitale Lussemburgo) che si raggiunge in 40 minuti di treno, rigorosamente gratuito, e della sua Corte di Giustizia Europea da Dominique Perraul, fanno da controaltare gli altiforni ei resti industriali di Esch che testimoniano una storia passata che è il monumento di una città rifondata. In vista della capitale Europea, attorno al BelvalPlaza, alla facoltà di scienze ed al Rockhal, il più grande music-hall del Lussemburgo, sono sorti i nuovi edifici pensati ad hoc per le manifestazioni artistiche. Tra questi c’è l’Arche, polo culturale della vicina Micheville k progettato con dimensioni colossali da-architectures ed “ispirato alla Villa Malaparte”. Da non perdere forse il luogo più interessante di tutta la città il Minett Park, parco industriale, naturale e ferroviario a Fond-des-Gras, che con le sue miniere, la sua riserva di verde e il bellissimo ricovero-officina-museo dei vecchi treni è un mirabile esempio di recupero della storia e architettura industriale.

Kaunas

A Kaunas sulle tracce di una Lituania che vuole rinascere

“Dal temporaneo al contemporaneo” è questo il progetto chiave di Kaunas 2022 con l’obiettivo di trasformare questo centro in parte nostalgico e adagiato sul suo passato in un nuovo centro dinamico e rivolto al futuro. Sull’onda di Tlui Confusione” che affronta problemi irrisolti inerenti la memoria e il patrimonio collettivo, “La Confluenza” focalizzato sulla mancanza di cooperazione interdisciplinare e la fuga dei giovani dalla città e dal Paese, e “Il contratto” sul ritorno di una nuova consapevolezza collettiva, si punta ad un rilancio culturale e alla rinascita della città. Dai festival ai concerti, dall’esposizione ai workshop e alle mostre come quelle dedicate a Marina Abramovic, William Kentridge e Yoko Ono sono oltre mille gli eventi in calendario. Il turista che vi arriva non può non essere attratto dal suo patrimonio architettonico. Fondata nel trecento, è stata capitale temporanea della Lituania tra il 1919 e il 1940. Proprio durante questo periodo sono stati costruiti a Kaunas circa seimila edifici modernisti che ne hanno mutato completamente l’aspetto. Nel 2015 44 oggetti dell’architettura modernista di Kaunas tra le due guerre sono stati inclusi nell’elenco dei siti del patrimonio europeo. Poi nel 2017 Kaunas è stata nominata Città del Design dell’UNESCO. Il periodo tra le due guerre (1918-1940) è uno dei più significativi della storia dell’architettura lituana. Poi si formò l’architettura di alto livello artistico, con tratti distintivi regionali, che ha ispirato generazioni diverse di architetti fino ai giorni nostri. La densa concentrazione di edifici modernisti nella città è un fenomeno unico in tutta Europa, considerando che la maggior parte di questi edifici non sono stati distrutti durante la guerra e sono sopravvissuti fino ad oggi. Ma non c’è solo questo da vedere a Kaunas. Da non perdere il complesso barocco di Pažaislis, la street art, le fortezze fino alle spiagge sul lago, il paradiso dell’outdoor locale. Sempre tra gli eventi indizio di Capitale della Cultura Europea da non perdere l’esposizione internazionale sul modernismo che mette in mostra l’esito di 17 progetti d’arte contemporanea site specific realizzati nelle città moderniste di Brno, Tel Aviv, Leida, Leopoli e nella stessa Kaunas e il grande festival urbano chiamato Audra (eng. the Storm), organizzato da Lizdas che dal 29 giugno al 3 luglio con installazioni di arte contemporanea, mostre, eventi e performance dal vivo sparsi per gli spazi della città scuoteranno le strade della città .

Novi Sad

Tappa a Novi Sad, l’altra Serbia da scoprire

Con lo slogan “4 New Bridges” – simbolicamente con Freedom, Rainbow, Hope e Love- e l’idea di costruire nuovi ponti di cooperazione e scambio tra artisti e organizzatori identificati della città e dell’intera nella scena culturale europea, Novi Sad , giàe europea della Gioventù 2019, si avvia a un anno eccezionale: è la prima volta che una città serba riceve questo capitale sociale vivere ed è una delle poche città fuori dall’UE ad essere stata dichiarata tale. Nel vivace capoluogo della regione settentrionale della Vojvodina proprio attraverso l’identificazione dei 4 ponti i musei della Vojvodina, il Museo dell’arte contemporanea della Vojvodina, la Galerija Matica Sprska, il Museo della Città, e tanti nuovi luoghi faranno da scenario a oltre 1500 eventi culturali suddivisi in più programmi con focus su temi quali, migrazione, pace, cultura, potere della creatività femminile e futuro europeo coinvolgendo 4000 artisti serbi e internazionali provenienti da oltre 45 Paesi. Nell’elenco dei luoghi simbolo di Novi Sad da visitare durante un week end non può mancare la Fortezza di Petrovaradin, antica fortificazione cittadina, simbolo della città e sede del festival più famoso dei Balcani. E ancora chiese, sinagoga, centri di musica classica. Non lontano si può organizzare un trekking nel Parco nazionale della Fruška Gora, nella pianura pannonica, tra il Danubio e la Sava, luogo dall’ecosistema molto vario, ricco di foreste, un gran numero di specie di flora e fauna, al cui interno si si trovano anche siti archeologici e numerosissimi monasteri ortodossi.

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