Basilicata sul mare: la splendida Maratea

A circa 150 km da Potenza, Maratea è una perla arroccata sul crinale del monte San Biagio, e fa da sfondo a fantastiche spiagge incastonate tra promontori rocciosi dalla fitta vegetazione mediterranea.

Il mare – Le immersioni subacquee alla scoperta dei profondi e straordinari fondali di questo splendido mare. Ricchi non solo di una straordinaria varietà faunistica (stelle marine, attinie, gorgonie), ma anche di preziose testimonianze del passato che attestano l’intensa navigazione di questo tratto di mare. Nelle acque di Maratea, ed in particolare nei giacimenti di Castrocucco e Capo la Secca, sono state ritrovate numerose anfore di vario tipo, ma il mare custodisce numerose vestigia che devono ancora essere portate alla luce. 

Da vedere – La prima cosa che colpisce il turista che arriva in città è l’imponente Statua del Redentore, dopo il Cristo di Rio de Janeiro la statua più grande del mondo. Diventata il simbolo della città, è situata su belvedere, che offre un’emozionante visione della costa, dove cielo e mare sembrano fondersi. Maratea è una cittadina dalle antichissime origini, che si scopre volentieri a piedi. Per visitare il centro storico non bisogna percorrere lunghi tragitti, dato che le numerose testimonianze artistiche ed architettoniche lasciate dalla storia sono concentrate spesso in un raggio di poche decine di metri . Arroccate su un versante del monte San Biagio si trovano le rovine dell’antico borgo del Castello, immerse in una natura selvatica e da un forte potere evocativo. 

Quarantaquattro chiese – Maratea è nota anche come “ la città delle 44 chiese”, per le numerose chiese, cappelle e monasteri, impreziosite da opere d’arte, che ne punteggiano il tessuto urbano. La più importante è la Basilica di San Biagio, appena fuori il paese: realizzata tra il sesto e il settimo secolo dopo Cristo, è dedicata al Santo Patrono di cui nella Regia Cappella sono custodite le sacre reliquie, meta di devozione. 

Cucina deliziosa – La cucina è fatta soprattutto di piatti a base di genuini ingredienti provenienti dal mare e dalle campagne locali: piatti semplici, ma dai sapori forti e a volte delicati, dove dominante –accanto al pesce fresco – è il maiale,  fondamentale per la tradizione culinaria lucana. L’antica lavorazione a mano contraddistingue le paste fresche, come le orecchiette, i fusilli,  gli strascinati e i cavatelli, rigorosamente prodotte soltanto con acqua, sale e farina di grano duro o semola. Un altro elemento basilare della tradizione gastronomica locale è il pane, preparato con ingredienti  naturali, farine locali  e cotto nei forni a legna.

I dintorni – San Costantino Albanese, un piccolo centro di etnia Arbëreshe fondata da esuli albanesi, provenienti dalla città dì Korone intorno al 1532, che giunsero in Italia per non sottostare all’impero ottomano. Il paese è diviso in parte alta (“katundi alartaz”) e parte bassa (“katundi ahimaz”): le due estremità erano caratterizzate dalla presenza di due chiesette, quella dedicata alla Madonna delle Grazie nella parte alta, ancora oggi esistente, e quella dedicata alla Madonna della Katistea nella parte bassa, demolita. 

Per maggiori informazioni: www.aptbasilicata.it

A circa 150 km da Potenza, Maratea è una perla arroccata sul crinale del monte San Biagio, e fa da sfondo a fantastiche spiagge incastonate tra promontori rocciosi dalla fitta vegetazione mediterranea.

Il mare – Le immersioni subacquee alla scoperta dei profondi e straordinari fondali di questo splendido mare. Ricchi non solo di una straordinaria varietà faunistica (stelle marine, attinie, gorgonie), ma anche di preziose testimonianze del passato che attestano l’intensa navigazione di questo tratto di mare. Nelle acque di Maratea, ed in particolare nei giacimenti di Castrocucco e Capo la Secca, sono state ritrovate numerose anfore di vario tipo, ma il mare custodisce numerose vestigia che devono ancora essere portate alla luce. 

Da vedere – La prima cosa che colpisce il turista che arriva in città è l’imponente Statua del Redentore, dopo il Cristo di Rio de Janeiro la statua più grande del mondo. Diventata il simbolo della città, è situata su belvedere, che offre un’emozionante visione della costa, dove cielo e mare sembrano fondersi. Maratea è una cittadina dalle antichissime origini, che si scopre volentieri a piedi. Per visitare il centro storico non bisogna percorrere lunghi tragitti, dato che le numerose testimonianze artistiche ed architettoniche lasciate dalla storia sono concentrate spesso in un raggio di poche decine di metri . Arroccate su un versante del monte San Biagio si trovano le rovine dell’antico borgo del Castello, immerse in una natura selvatica e da un forte potere evocativo. 

Quarantaquattro chiese – Maratea è nota anche come “ la città delle 44 chiese”, per le numerose chiese, cappelle e monasteri, impreziosite da opere d’arte, che ne punteggiano il tessuto urbano. La più importante è la Basilica di San Biagio, appena fuori il paese: realizzata tra il sesto e il settimo secolo dopo Cristo, è dedicata al Santo Patrono di cui nella Regia Cappella sono custodite le sacre reliquie, meta di devozione. 

Cucina deliziosa – La cucina è fatta soprattutto di piatti a base di genuini ingredienti provenienti dal mare e dalle campagne locali: piatti semplici, ma dai sapori forti e a volte delicati, dove dominante –accanto al pesce fresco – è il maiale,  fondamentale per la tradizione culinaria lucana. L’antica lavorazione a mano contraddistingue le paste fresche, come le orecchiette, i fusilli,  gli strascinati e i cavatelli, rigorosamente prodotte soltanto con acqua, sale e farina di grano duro o semola. Un altro elemento basilare della tradizione gastronomica locale è il pane, preparato con ingredienti  naturali, farine locali  e cotto nei forni a legna.

I dintorni – San Costantino Albanese, un piccolo centro di etnia Arbëreshe fondata da esuli albanesi, provenienti dalla città dì Korone intorno al 1532, che giunsero in Italia per non sottostare all’impero ottomano. Il paese è diviso in parte alta (“katundi alartaz”) e parte bassa (“katundi ahimaz”): le due estremità erano caratterizzate dalla presenza di due chiesette, quella dedicata alla Madonna delle Grazie nella parte alta, ancora oggi esistente, e quella dedicata alla Madonna della Katistea nella parte bassa, demolita. 

Per maggiori informazioni: www.aptbasilicata.it

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